Oderzo

Oderzo è una città del Veneto

 

Da sapere

È città di antichissima origine paleoveneta che divenne un importante Municipium romano e si chiamò Opitergium. Ai giorni nostra è un importante centro agricolo ed industriale.

Il settore turistico è in notevole crescita; la città è seconda solo al capoluogo provinciale di Treviso. Negli anni novanta Oderzo ha guadagnato il titolo di "città archeologica". In seguito è stata nominata dal Touring Club Italiano "Città più porticata d'Italia": i portici infatti sono uno dei simboli della città, e ne sono dotati praticamente tutti gli edifici del centro storico e i palazzi sorti negli ultimi quarant'anni. A gennaio 2007 infine l'amministrazione provinciale ha concesso a Oderzo il titolo di "Città d'arte".

 

Cenni storici

Oderzo nacque a metà strada tra i monti del Cansiglio e il Mare Adriatico attorno all'XI secolo a.C., ad opera degli antichi Veneti. La zona scelta per l'insediamento era fertile e strategicamente importante, perché servita da due fiumi, con sicure vie di commercio: il Monticano ed un ramo oggi inesistente del Piave.

Pacificamente inglobata nell'area d'influenza della Repubblica romana, nel 49 a.C., grazie alla Lex de Gallia Cisalpina ottenne lo status di Municipium. Raggiunse il massimo splendore nel I-II secolo, quando si presume che la città avesse circa 50.000 abitanti. L'importanza fu tale che all'epoca la Laguna di Venezia fu detta opitergina, ed i monti del Cansiglio Monti opitergini. Vari autori nominano la città; tra di essi: Tolomeo, Strabone, Plinio il Vecchio, Lucano, Tacito, Tito Livio e Quintiliano.

Da questo momento in poi, Oderzo era a pieno titolo parte di Roma e partecipò della sua stessa sorte subendo per secoli le pesanti conseguenze delle invasioni barbariche e delle guerre tra Bizantini e Longobardi (Ducato di Ceneda): iniziò a riprendersi molto lentamente soltanto dopo l'anno 1000, pure senza mai tornare agli antichi fasti.

In seguito venne contesa dalle grandi famiglie feudali della zona, in particolar modo dai da Camino, dai Collalto e dagli Scaligeri. Nel 1380 passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia della quale fece parte pressoché ininterrottamente fino all'arrivo di Napoleone (1797). La città divenne quindi austriaca nel 1815 e italiana nel 1866. In questo periodo la città subì le conseguenze del fenomeno dell'emigrazione.

Nel 1917 la ritirata di Caporetto portò a Oderzo gravi danni, tra cui la distruzione dell'archivio comunale e lo scempio di varie opere artistiche e architettoniche. A partire dal 1943 fu teatro, come tutta la zona, di asperrimi scontri tra fascisti e partigiani che culminarono nella strage del Brandolini.

Similmente a quanto accaduto nell'intera provincia, la città ha visto il susseguirsi di due fasi di sviluppo nel dopoguerra: la prima con il boom economico degli anni sessanta, e la seconda negli anni ottanta-novanta. Con l'inizio del fenomeno chiamato a posteriori "il miracolo del Nordest" tutta la zona vedrà un rapidissimo sviluppo economico nel settore artigiano, industriale e commerciale, con la conseguente nascita di una miriade di piccole aziende, quasi tutte con meno di dieci dipendenti. È anche per questo motivo che attualmente a Oderzo sono attive più di venti banche, una ogni meno di mille abitanti.

Sempre per quanto riguarda il settore economico, Oderzo può vantare per esempio il più grande mercato del bestiame del Veneto dopo quello di Padova e un fiorente mercato immobiliare sviluppatosi negli ultimi anni. Oderzo è inoltre all'avanguardia nel campo della gastronomia e della viticoltura, in particolare nella produzione di Verduzzo, Merlot, Cabernet e Raboso.

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