Bacalà alla vicentina servito con polenta

RICETTE

Bacalà alla vicentina, quando il tempo diventa un ingrediente.

Stoccafisso, cipolle, latte, olio e una cottura lentissima. Dietro uno dei piatti simbolo della cucina veneta c’è una storia che comincia molto più lontano, tra Venezia e le isole del Nord.

Una ricetta semplice negli ingredienti e straordinaria per tutto ciò che racconta.

Colpo d’occhio

I tempi e la misura di una ricetta che vive di lentezza.

Ammollo

2–3 giorni

Lo stoccafisso torna lentamente morbido e recupera tutta la sua struttura.

Cottura

4 ore e 30 min

Il fuoco deve appena “pipare”: il tempo qui non è attesa, è ingrediente.

Dosi

12 persone

Una ricetta nata per la tavola condivisa, generosa e profondamente conviviale.

Cucina

Veneta

Un classico della tradizione vicentina, diventato simbolo dell’intera regione.

La storia

Prima di arrivare a Vicenza, questo pesce ha attraversato mezza Europa.

La storia dello stoccafisso in Veneto è legata a uno dei racconti più affascinanti della navigazione veneziana.

Nel 1431 il mercante e capitano veneziano Pietro Querini salpò da Candia, l’attuale Creta, diretto verso i porti del Nord Europa. Il viaggio fu però sconvolto da tempeste e naufragi.

Dopo mesi difficilissimi, alcuni superstiti riuscirono a raggiungere Røst, una delle isole Lofoten, al largo della Norvegia.

Qui Querini conobbe il merluzzo lasciato essiccare naturalmente all’aria fredda del Nord, senza bisogno di sale: lo stoccafisso.

Tornando verso Venezia contribuì a far conoscere questo prodotto nei territori della Serenissima. Nel Veneto lo stoccafisso trovò poi una nuova vita in cucina, fino a diventare protagonista della tradizione vicentina.

Un pesce del Nord diventato, nei secoli, uno dei sapori più profondamente veneti.
Ingredienti per il Bacalà alla vicentina
Gli ingredienti

Pochi ingredienti. Il resto lo fanno il tempo e la pazienza.

Dosi indicative per 12 persone

1 kg di stoccafisso secco
250–300 g di cipolle
½ litro di olio extravergine di oliva
3 sarde sotto sale
½ litro di latte fresco
50 g di Grana grattugiato
farina bianca quanto basta
prezzemolo tritato
sale
pepe

E naturalmente: tempo.

Il procedimento

Una preparazione che non ama la fretta.

01 · L’ammollo

Tutto comincia due o tre giorni prima.

Lo stoccafisso deve essere battuto e lasciato in ammollo in acqua fredda per due o tre giorni, cambiando frequentemente l’acqua.

Una volta reidratato si apre, si eliminano pelle e lische e si divide il pesce in pezzi regolari.

02 · Il soffritto

Cipolla, olio e sarde.

Le cipolle vengono affettate finemente e lasciate appassire lentamente in una parte dell’olio extravergine.

Si aggiungono le sarde sotto sale e si lasciano sciogliere nel fondo. Fuori dal fuoco si completa con il prezzemolo tritato.

03 · Nel tegame

Il bacalà trova il suo posto.

I pezzi di stoccafisso vengono leggermente infarinati e disposti uno accanto all’altro in un tegame.

Si distribuisce sopra il soffritto di cipolla e sarde, quindi si aggiungono latte, Grana, sale e pepe. Si completa con l’olio.

04 · Pipare

Quattro ore e mezza. Piano, pianissimo.

Il bacalà cuoce a fuoco molto dolce per circa quattro ore e mezza.

Nella tradizione vicentina questa lenta sobbollitura viene chiamata “pipare”. Il recipiente può essere mosso delicatamente, ma il pesce non deve essere mescolato.

A tavola

Morbido, cremoso e naturalmente accompagnato dalla polenta.

Il Bacalà alla vicentina deve risultare morbido, cremoso e ancora riconoscibile nella struttura del pesce.

Tradizionalmente viene servito con polenta, morbida oppure abbrustolita: un accompagnamento semplice che raccoglie la salsa senza coprire il sapore dello stoccafisso.

È uno di quei piatti che non hanno bisogno di essere complicati per diventare importanti: la ricchezza è tutta nel tempo dedicato alla preparazione.

A tavola funziona al meglio quando arriva con misura, calore e semplicità: il servizio non deve aggiungere effetti, ma rispettare il carattere quieto e profondo del piatto.

I tre segreti

Tre cose da ricordare prima di accendere il fuoco.

01 · La pazienza

L’ammollo non si può accelerare.

Lo stoccafisso ha bisogno di tempo per tornare morbido e recuperare gradualmente la propria struttura. Due o tre giorni di ammollo fanno parte della ricetta tanto quanto gli altri ingredienti.

02 · Il fuoco

Deve appena “pipare”.

La cottura deve essere lentissima. Niente bollore violento: il liquido deve appena fremere. È così che il pesce rimane morbido e assorbe lentamente tutti i sapori.

03 · Non mescolare

Si muove il tegame, non il bacalà.

Durante la lunga cottura non bisogna rompere i pezzi di pesce. Se necessario si muove delicatamente il recipiente, lasciando che sia il tempo a fare il resto.

Chardonnay Sanct Valentin di San Michele Appiano scelto in abbinamento al Bacalà alla vicentina
La nostra bottiglia

Chardonnay Sanct Valentin.

Produttore: San Michele Appiano
Denominazione: Alto Adige DOC
Vitigno: Chardonnay
Zona: Appiano, 450–550 m
Servizio: 10–12 °C

Il Bacalà alla vicentina è morbido, sapido e avvolgente: olio, latte e lunga cottura chiedono un bianco con struttura vera, ma anche con freschezza e precisione sufficienti a riportare equilibrio al palato.

Per questo scegliamo lo Chardonnay Sanct Valentin di San Michele Appiano. Unisce materia, mineralità, frutto maturo e una sfumatura appena tostata, con una presenza elegante ma mai pesante.

La componente piena e leggermente burrosa dialoga con la cremosità del piatto; l’acidità e la vena minerale alleggeriscono il finale e preparano il boccone successivo.

Scheda ufficiale del Chardonnay Sanct Valentin

SOSTERIA · ODERZO

Ci vediamo a tavola.

Calle Eno Bellis 7 · Oderzo

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