
VIAGGI DI VINO
Romanée-Conti,
davanti al mito.
Ci sono cantine che si visitano, vini che si degustano e luoghi davanti ai quali ci si può semplicemente fermare. A Vosne-Romanée, davanti a poco più di un ettaro e mezzo di vigna, abbiamo incontrato uno dei miti assoluti del vino.
Questa volta il viaggio non comincia da un bicchiere. Comincia da un luogo.
Il nostro taccuino
Meno di due ettari,
un nome grande quanto il mondo.
Nel nostro viaggio attraverso la Borgogna non poteva mancare Vosne-Romanée. Ci siamo arrivati sapendo che questa volta non ci sarebbe stata una porta di cantina ad aprirsi davanti a noi, nessun produttore ad accompagnarci tra le botti e nessun bicchiere da raccontare.
Non abbiamo visitato il Domaine de la Romanée-Conti. Non abbiamo degustato Romanée-Conti. E sarebbe sbagliato fingere il contrario.
Ci sono vini che appartengono a una dimensione completamente diversa dalla normale esperienza enologica: disponibilità infinitesimali, richieste provenienti da tutto il mondo e quotazioni che possono raggiungere cifre fuori scala.
Ma proprio davanti a quei filari la domanda più interessante non era “Come sarà bere una Romanée-Conti?”. Era un'altra: come può un minuscolo pezzo di terra diventare uno dei luoghi più famosi dell'intero mondo del vino?

Verso Vosne-Romanée, nel cuore della Côte de Nuits.
La strada attraversa una Borgogna in cui i nomi dei paesi coincidono con alcuni dei vini più celebrati al mondo. Vosne-Romanée è uno di questi luoghi: piccolo, raccolto, quasi dimesso rispetto alla fama che lo circonda.
È qui che la geografia diventa parte della storia del vino. Pochi metri possono separare parcelle diverse, nomi diversi e destini completamente differenti.
Il territorio nel bicchiere
Pinot Nero, suolo e precisione: la grammatica di Vosne-Romanée.
Pinot Nero
Qui il Pinot Nero non è semplicemente una varietà: è lo strumento attraverso cui differenze minime di luogo diventano identità.
Calcare e argilla
I suoli della zona poggiano su formazioni calcaree e componenti argillose che contribuiscono alla complessità del vigneto.
1,81 ettari
La Romanée-Conti è un Grand Cru monopole di circa 1,81 ettari: una superficie minuscola rispetto alla grandezza del suo nome.

Un vigneto che non ha bisogno di sembrare monumentale.
Guardando la Romanée-Conti non si vede monumentalità. Non servono un castello gigantesco, cancelli dorati o architetture spettacolari.
Ci sono filari, terra, una pendenza dolce e Pinot Nero. Ed è forse proprio questo contrasto tra la semplicità visiva del luogo e l'enormità della sua reputazione a colpire di più.
Curiosità sul taccuino
Tre dettagli che spiegano perché il mito viene da lontano.
Le radici medievali.
Le terre da cui nascerà la Romanée-Conti sono legate alla storia del priorato di Saint-Vivant. La reputazione del luogo comincia quindi molti secoli prima del mercato moderno del vino.
Il principe di Conti.
Louis-François de Bourbon acquista La Romanée e lega definitivamente il proprio nome a quello della vigna.
Una vendemmia irripetibile.
L'ultima raccolta delle vecchie vigne produce una quantità minuscola di bottiglie, prima dell'espianto e del successivo reimpianto.
La bottiglia simbolo
Romanée-Conti. Quando il vino diventa anche storia, rarità e desiderio.
Pinot Nero, Grand Cru, monopole: una produzione di poche migliaia di bottiglie nelle annate ordinarie.
Ridurre Romanée-Conti al prezzo sarebbe però il modo meno interessante per raccontarla. Dentro ogni bottiglia non c'è soltanto vino: ci sono provenienza, continuità, scarsità e una reputazione costruita nei secoli.

Il principe perse la vigna. La vigna non perse più il principe.
Nel 1760 Louis-François de Bourbon, principe di Conti, acquistò La Romanée. La fama della parcella era già straordinaria e il vino venne associato a una dimensione di assoluta esclusività.
Dopo la Rivoluzione francese la proprietà cambiò destino, ma il nome di Conti rimase legato per sempre alla vigna. Nel 1869 l'acquisto da parte di Jacques-Marie Duvault-Blochet aprì la fase moderna della storia del Domaine.
Tre porte dentro…
Tre immagini per entrare un po' più dentro il mito Romanée-Conti.

Meno di due ettari.
Un minuscolo appezzamento di Vosne-Romanée è diventato uno dei luoghi più riconoscibili dell'intera cultura mondiale del vino.

Quasi otto secoli.
Monaci, principi, rivoluzioni, famiglie e vignaioli hanno attraversato la storia. La vigna è rimasta nello stesso luogo.

Poche bottiglie, un mondo intero che le cerca.
Una produzione estremamente limitata incontra una domanda mondiale. La rarità diventa parte stessa della leggenda.

Romanée-Conti 1945
Quella del 1945 è una delle annate simbolo della leggenda: una produzione eccezionalmente ridotta, ottenuta dalle vecchie vigne prima dell'espianto.
Nel 2018 una bottiglia di Romanée-Conti 1945 è stata aggiudicata a New York per 558.000 dollari.
Ma qui non vogliamo raccontare il vino come oggetto da record. Il dato serve soltanto a misurare fino a che punto storia, scarsità e desiderio possano trasformare una bottiglia in un simbolo.
A tavola
La Borgogna non finisce nel bicchiere.
Jambon persillé, oeufs en meurette, coq au vin, manzo alla bourguignonne e formaggi della regione ricordano che anche qui vino e cucina crescono dentro lo stesso paesaggio.
Romanée-Conti appartiene a un universo che va oltre la nostra esperienza diretta, ma il viaggio in Borgogna resta anche questo: sedersi a tavola e capire che il territorio si racconta con molti linguaggi diversi.
Un territorio si capisce meglio quando, oltre a guardare le vigne, ci si siede anche a tavola.
Dalla Borgogna alla Sosteria
Il viaggio continua quando una bottiglia ci fa tornare con la memoria in un luogo.
Pinot Nero · Borgogna · terroir
Romanée-Conti non è una bottiglia che raccontiamo dalla nostra carta. È però una delle chiavi per capire perché il Pinot Nero e la Borgogna continuano ad affascinarci e a guidare molti dei nostri viaggi.
Appunti di viaggio
Cose da non dimenticare.
Un paese: Vosne-Romanée
Una vigna: Romanée-Conti
Un vitigno: Pinot Nero
Una data: 1760, l'acquisto del principe di Conti
Una bottiglia: Romanée-Conti 1945
Un'immagine: meno di due ettari di filari davanti a un nome conosciuto in tutto il mondo
Siamo arrivati fino a Vosne-Romanée senza entrare al Domaine e senza degustare Romanée-Conti. Ma davanti a quei filari abbiamo capito che un vino può diventare immenso senza che il luogo da cui nasce lo sia.
Continua nel Taccuino Viaggi di vino VIAGGI DI VINO Svizzera,vigne sospese tra il lago e la montagna. l viaggio verso Biel/Bienne ci ha portati attraverso il San Gottardo… Ricette RICETTE Bigoli in salsa, pochi ingredienti, nessuna scorciatoia. Bigoli ruvidi, tanta cipolla e sarde conservate sotto sale. La cucina… Vino e dintorni VINO E DINTORNI · APPROFONDIMENTO Pinot Nero, visto dalla scienza. Cinquant’anni di ricerca internazionale: genetica, genomica, mutazi…Una storia porta sempre a un’altra.
Continua
Svizzera Weingut Schlössli
Esplora
Bigoi in salsa
Sullo stesso filo
Pinot Nero, visto dalla scienza.

