
VIAGGI DI VINO
Jura,
dove il tempo diventa vino.
Una striscia di vigne nell’est della Francia, piccoli paesi, marne, boschi e cantine in cui il tempo ha ancora un peso. Il Jura è un vigneto piccolo, ma dentro i suoi vini convivono modi di bere molto diversi: bianchi tesi, rossi delicati, Crémant, Vin de Paille e quel Vin Jaune che sembra raccontare il territorio con una lingua tutta sua.
È questo il Jura che siamo venuti a cercare.
Il nostro taccuino
Un vigneto piccolo,
un mondo intero da capire.
Il Jura è uno di quei territori che, sulla carta, sembrano piccoli e poi nel bicchiere diventano enormi. Il vigneto si distende per circa 80 chilometri lungo il Revermont, ai piedi dei primi rilievi del massiccio, su circa 2.000 ettari. Da Salins-les-Bains a Saint-Amour corre una sottile striscia di vigne, paesi e cantine, tra marne, calcari, boschi, vallate e profonde reculées.
Cinque sono i vitigni che ne raccontano l’identità: Chardonnay e Savagnin tra i bianchi; Poulsard, Trousseau e Pinot Noir tra i rossi. Dal Savagnin nasce il Vin Jaune, affinato a lungo senza colmare le botti e imbottigliato nel caratteristico clavelin da 62 centilitri.
Arbois, Château-Chalon, Pupillin, Montigny-les-Arsures e Poligny sono nomi che, in pochi chilometri, intrecciano vino, paesi e gastronomia. Arbois è legata anche a Louis Pasteur, mentre Poligny richiama immediatamente il mondo del Comté.
È proprio questa vicinanza tra vino, formaggio, famiglie e paesaggio a rendere il Jura particolare. Non è un territorio da attraversare in fretta: ogni deviazione sembra aggiungere qualcosa al bicchiere.

Dalla Svizzera al Jura, passando dal Comté.
Siamo arrivati nel Jura dalla Svizzera. Prima del vigneto abbiamo fatto una deviazione nel territorio del Comté, visitando la cattedrale di affinamento di Marcel Petite, dove migliaia di forme riposano nelle cantine del Fort Saint-Antoine.
Da lì siamo entrati nel Jura e abbiamo proseguito tra Arbois, Pupillin, L’Étoile, Château-Chalon, la Haute-Seille e il Sud-Revermont: una strada di paesi, vigne e vallate che ci ha portati dentro il cuore della regione.
Il territorio nel bicchiere
Cinque vitigni, cinque modi di raccontare il Jura.
Chardonnay
È il vitigno più diffuso del vigneto jurassien. Nei diversi terroir può dare vini molto differenti, dai profili più tesi alle interpretazioni più evolute.
Savagnin
È il vitigno simbolo dei vini ossidativi del Jura ed è l’unico ammesso per il Vin Jaune, una delle espressioni più riconoscibili della regione.
Poulsard / Ploussard
Buccia sottile, colore leggero e un’identità profondamente legata al Jura. A Pupillin il suo nome diventa quasi parte del paese.
Trousseau
Un altro vitigno tipico della regione. Nel nostro percorso il suo nome ritorna soprattutto intorno a Montigny-les-Arsures.
Pinot Noir
Completa il gruppo dei cinque vitigni emblematici del Jura e partecipa anche a diverse interpretazioni e assemblaggi della regione.

Una città che vive dentro il vigneto.
Arbois è uno dei centri simbolo del Jura del vino. La sua AOC, riconosciuta nel 1936, segna una delle tappe fondamentali nella storia vinicola della regione.
Intorno alla città si incontrano tutti e cinque i vitigni emblematici. Poco distante, Pupillin richiama il Ploussard e Montigny-les-Arsures il Trousseau: distanze brevi, identità molto precise.
Curiosità sul taccuino
Tre dettagli che meritano una deviazione.
Il paese del Ploussard.
Nel racconto del Jura, Pupillin è uno dei luoghi in cui il Ploussard diventa parte dell’identità stessa del paese.
Stelle dentro la terra.
Nelle marne della zona si trovano pentacrine, piccoli fossili a forma di stella: lo stesso nome che ritorna nel Domaine des Pentacrines.
Il paese sopra il Vin Jaune.
Il borgo domina i vigneti dall’alto e dà il nome a una delle denominazioni più riconoscibili del Jura.
La bottiglia simbolo
Vin Jaune. Il vino in cui il tempo diventa parte della ricetta.
Nasce esclusivamente da Savagnin e matura per oltre sei anni sotto un velo di lieviti.
A Château-Chalon le vigne occupano pendii ripidi su marne blu ai piedi delle falesie. Dopo il lungo affinamento, il Vin Jaune viene imbottigliato nel caratteristico clavelin da 62 centilitri.

Domaine des Pentacrines
In queste zone una cantina può essere semplicemente una casa, una famiglia, poche stanze e molto lavoro. È una dimensione lontana dalle grandi strutture a cui siamo spesso abituati.
Al Domaine des Pentacrines, con Jean-Marie Grandvaux, abbiamo ritrovato proprio questo: poca produzione, grande attenzione e tanta passione. Una realtà raccolta, dove il vino nasce senza spettacolo e la cura si sente nel bicchiere.
Tre porte dentro…
Tre immagini per entrare un po’ più dentro Domaine des Pentacrines .

Una striscia sottile tra boschi e vallate.
Filari, marne, calcari e pendii accompagnano quasi tutto il viaggio: un vigneto piccolo che cambia volto in pochi chilometri.

Poche stanze, molto lavoro.
Al Domaine des Pentacrines la dimensione familiare si percepisce subito: niente spettacolo, solo vino, attenzione e lavoro concreto.

Quando il viaggio diventa bicchiere.
Tra gli assaggi al Domaine, Sur le Fil 2022 è la bottiglia che più abbiamo legato al ricordo di questa visita.

Sur le Fil 2022
Produttore: Domaine des Pentacrines
Denominazione: AOC [DA COMPLETARE]
Vitigno: Chardonnay
Annata: 2022
Olfatto: frutta bianca, agrumi e leggere note di frutta secca.
Gusto: teso, sapido e fresco, con buona persistenza e finale asciutto.
Proviene dai coteaux des Byards, a Le Vernois, su suoli argillo-calcarei del Lias. Le uve vengono raccolte a mano e vinificate con lieviti indigeni, con affinamento tra vasca e fusti. La formulazione esatta dell’ulteriore affinamento è da verificare.
A tavola
Nel Jura il vino incontra una cucina che parla la stessa lingua.
Comté, salsiccia di Morteau, piatti con morilles e la celebre poularde au Vin Jaune et morilles accompagnano naturalmente il racconto della regione. Qui vino e cucina sembrano nascere dallo stesso paesaggio: sapori netti, ingredienti riconoscibili e una tradizione che non ha bisogno di complicarsi.
Un territorio si capisce meglio quando, oltre a berlo, ci si siede anche a tavola.
Dal Jura alla Sosteria
Il viaggio continua quando apriamo la bottiglia.
Sur le Fil 2022 · Domaine des Pentacrines
Appunti di viaggio
Cose da non dimenticare.
Un paese: Château-Chalon
Una strada: la Route des Vins du Jura
Una persona: Jean-Marie Grandvaux, Domaine des Pentacrines
Un piatto: poularde au Vin Jaune et morilles
Una bottiglia: Sur le Fil 2022, Chardonnay del Domaine des Pentacrines
Il Jura è uno di quei posti in cui, dopo aver visto dove nasce il vino, il bicchiere non sembra più lo stesso.
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Comtè Marcel Petit
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