
VIAGGI DI VINO
Languedoc,
dove una strada lontana riporta a casa.
Abbiamo seguito a lungo la costa francese, poi lasciato il Mediterraneo alle spalle e risalito verso Carcassonne. Da lì sono cominciate le strade più piccole: colline, campi, vigne basse, curve e paesi attraversati quasi senza accorgersene. Nel cuore della Malepère, al Domaine Girard, il viaggio nel vino ha finito per raccontarci anche una storia di famiglia che riportava fino al Veneto.
È questo il Languedoc che ci è rimasto dentro.
Il nostro taccuino
Dal Mediterraneo all’interno,
un territorio fatto di contrasti.
Quello nel Languedoc è stato un viaggio che ha cominciato a raccontarsi prima ancora di arrivare in cantina. Per molti chilometri ci ha accompagnato il Mediterraneo, con la luce netta del Sud, il cielo aperto e una terra che sembrava già parlare di caldo. Poi, poco alla volta, abbiamo lasciato la costa e iniziato a risalire verso l’interno, in direzione di Carcassonne.
Il paesaggio cambiava quasi senza farsi notare: il mare lasciava posto a colline, campi e vigne basse, raccolte vicino al terreno. Dopo Carcassonne le strade si sono fatte sempre più strette e siamo entrati nella Malepère, nell’Aude, una zona che nel nostro ricordo vive proprio di contrasti: il calore del Sud e, insieme, una freschezza inattesa, paesaggi aperti e aziende familiari molto raccolte.
È qui che abbiamo raggiunto il Domaine Girard, nei pressi di Alaigne. Non una cantina costruita per stupire, ma una realtà piccola, concreta, familiare, dove l’attenzione era rivolta alle vigne, alle uve e alla qualità del vino.
E poi c’è stato l’incontro. Parlando con un uomo anziano della famiglia, probabilmente il padre del titolare, è emersa una storia che nessuno di noi si aspettava: sua nonna, con ogni probabilità, proveniva da San Donà di Piave o comunque da quella zona del Veneto. In pochi minuti la campagna del Languedoc ci è sembrata molto meno lontana.

Dal Mediterraneo a Carcassonne, poi dentro le strade della Malepère.
Abbiamo costeggiato la Francia del Sud seguendo a lungo il mare. Poi abbiamo lasciato progressivamente la costa e siamo risaliti verso Carcassonne. La città fortificata è comparsa quasi come una soglia: il punto in cui finiva una parte del viaggio e ne iniziava un’altra.
Dopo Carcassonne sono arrivate le strade secondarie, poi quelle ancora più piccole. Campi, vigneti, curve, qualche casa e piccoli paesi. È lungo questo percorso che siamo entrati nella Malepère e abbiamo raggiunto Alaigne e il Domaine Girard.
Il territorio nel bicchiere
Tre modi diversi di ricordare questo angolo di Languedoc.
Malepère
È il territorio in cui le strade si sono fatte più piccole e il viaggio ha cominciato davvero a entrare nel paesaggio: colline, campi, vigneti e una viticoltura che nel nostro ricordo unisce il calore del Sud a una freschezza meno prevedibile.
Chardonnay
È il vino rimasto più impresso della degustazione al Domaine Girard: giallo dorato intenso, ampio, strutturato e materico, capace nel nostro ricordo di accompagnare anche piatti importanti.
Crémant de Limoux
Poco distante, Limoux aggiunge un volto completamente diverso al viaggio: bollicina, freschezza e acidità. Un contrasto che rende ancora più evidente quanto questa parte di Francia non possa essere raccontata soltanto attraverso il sole e il caldo.

Una città che, più che una tappa, è diventata una soglia.
Quando è comparsa Carcassonne il viaggio si è fermato per un momento. La città fortificata, arroccata sulla collina, con mura e torri, sembra quasi l’immagine stessa di una città medievale.
Per noi, però, il suo significato è legato soprattutto a ciò che è venuto dopo. Lasciate le strade principali, siamo entrati nell’interno e abbiamo iniziato a seguire quelle vie secondarie che, poco alla volta, ci hanno portati verso Alaigne e il Domaine Girard.
Curiosità sul taccuino
Tre dettagli che hanno cambiato il ricordo del viaggio.
Il Sud che non è soltanto caldo.
Dietro l’immagine solare del Languedoc, questa zona ci ha restituito una sensazione più complessa: altitudine, escursioni termiche e una freschezza capace di sorprendere.
Il Veneto trovato dall’altra parte della Francia.
Durante la visita è emerso il ricordo di una nonna della famiglia Girard probabilmente originaria di San Donà di Piave o della zona. Un filo familiare inatteso che ha reso Alaigne improvvisamente più vicina.
La freschezza accanto al caldo.
Poco distante dalla Malepère, il Crémant de Limoux ricorda che in questa parte della Francia il vino può parlare anche attraverso bollicine, acidità e tensione.
Il vino simbolo
Crémant de Limoux. La freschezza che non ti aspetti nel Sud.
A pochi chilometri dalle strade calde e aperte della Malepère, Limoux racconta un volto differente del Languedoc.
Nel nostro viaggio il Crémant de Limoux è diventato il contrappunto ideale allo Chardonnay dorato del Domaine Girard: da una parte struttura e materia, dall’altra bollicina, freschezza e acidità. Due ricordi molto diversi, ma appartenenti allo stesso territorio attraversato.

Domaine Girard
La nostra destinazione era il Domaine Girard, nei pressi di Alaigne. Una piccola realtà familiare, concreta, con grande attenzione alle vigne, alle uve e alla qualità dei vini.
Appena arrivati abbiamo parlato con un uomo anziano della famiglia, probabilmente il padre del titolare. Quasi per caso ci raccontò che sua nonna proveniva probabilmente da San Donà di Piave o da quella parte del Veneto, e che avrebbe poi sposato un Girard.
È uno di quei ricordi che restano. Dopo chilometri di costa, Carcassonne e stradine tra le vigne, sentir nominare un luogo così vicino a casa rese improvvisamente Alaigne molto meno lontana.
Tre porte dentro…
Tre immagini per entrare un po’ più dentro il Domaine.

Piccoli spazi, lavoro vero.
Ambienti raccolti, attrezzature essenziali e una dimensione familiare che racconta subito il carattere dell’azienda.

Il paesaggio entra nel vino.
Colline, sole, vento e filari: la Malepère appare più complessa e fresca di quanto il primo sguardo al Sud farebbe immaginare.

Quando il viaggio diventa bicchiere.
Pochi vini, assaggiati senza fretta, mentre il racconto della famiglia si intreccia con quello del territorio.

Chardonnay Eleve sur lies fines
Produttore: Domaine Girard
Denominazione: IGP Pays d'Oc
Vitigno: Chardonnay
Annata: 2024
Il ricordo è quello di un vino dal colore giallo dorato intenso, importante già alla vista. Al palato ci è rimasto come un bianco ampio, strutturato e materico, adatto non solo al pesce ma anche a piatti più importanti, comprese alcune preparazioni di carne.
Durante la degustazione ci venne spiegata una lavorazione con contatto sulle bucce, dettaglio rimasto legato proprio al colore intenso e alla struttura del vino.
A tavola
Nell’Aude il viaggio del vino incontra una cucina che non ha paura della sostanza.
Il piatto che più naturalmente accompagna il ricordo di questa parte del viaggio è il cassoulet, simbolo gastronomico dell’Aude e di Carcassonne. È una cucina piena, concreta, capace di stare accanto a vini strutturati e di ricordare, ancora una volta, che il paesaggio non finisce quando si entra in cantina: continua a tavola.
Un territorio diventa davvero vicino quando il vino e la cucina cominciano a parlare la stessa lingua.
Dal Languedoc alla Sosteria
Il viaggio continua quando apriamo la bottiglia.
Chardonnay Domaine Girard 2024
Appunti di viaggio
Cose da non dimenticare.
Un paese: Alaigne, piccolo borgo del territorio della Malepère
Una strada: le strade secondarie che da Carcassonne si perdono tra colline, campi e vigneti fino al Domaine
Una persona: l’uomo anziano della famiglia Girard che ci raccontò il legame con San Donà di Piave e il Veneto
Un piatto: cassoulet
Una bottiglia: lo Chardonnay dorato del Domaine Girard
A volte bisogna attraversare mezza Francia per scoprire che una storia iniziata lontano può riportarti esattamente da dove sei partito.
Continua nel Taccuino Viaggi di vino VIAGGI DI VINO Jura,dove il tempo diventa vino. Una striscia di vigne nell’est della Francia, piccoli paesi, marne, boschi e cantine i… Ricette RICETTE Sarde in saor, quando conservare diventa cucina. Sarde fritte, cipolla lentamente appassita, aceto, uvetta, pinoli e riposo. M… Vino e dintorni VINO E DINTORNI Pinot Nero, storia, carattere e geografia. Dalla Borgogna a Mazzon, dalla Champagne alla Willamette Valley: un vitigno…Una storia porta sempre a un’altra.
Continua
Jura Domaine des Pentacrines
Esplora
Sarde in saor
Sullo stesso filo
Pinot Nero: storia, carattere e geografia di un vitigno irripetibile

