
RICETTE
Tiramisù, un dolce locale diventato universale.
Mascarpone, tuorli, zucchero, savoiardi e caffè. Pochi ingredienti per uno dei dolci italiani più conosciuti al mondo, nato tra storia documentata, memoria popolare e qualche leggenda irresistibile.
Alla Sosteria lo chiudiamo senza cacao in polvere: al suo posto, un crumble amaro e leggermente salato.
Colpo d’occhio
La semplicità funziona soltanto quando ogni consistenza è precisa.
40 minuti
Crema, caffè, savoiardi e crumble: quattro preparazioni molto semplici.
6–8 ore
Il frigorifero compatta la crema e rende uniforme l’umidità dei savoiardi.
8 persone
Porzioni generose, ma non eccessivamente alte.
Nordest
Una storia contesa, con Treviso al centro della sua fama mondiale.
La storia
Treviso, il Friuli e una storia che non si lascia chiudere in una sola versione.
La storia più documentata del Tiramesù trevigiano porta al ristorante Le Beccherie, nel centro di Treviso. Il locale ricorda che Alba Campeol e il pasticcere Roberto “Loly” Linguanotto arrivarono alla codificazione del dolce tra il 1971 e il 1972, quando il Tiramesù entrò nella carta dei dessert.
Nel 1981 Giuseppe Maffioli ne pubblicò una delle prime attestazioni scritte, attribuendo la preparazione alle Beccherie. Nel 2010 la ricetta storica del locale venne poi depositata con atto notarile presso l’Accademia Italiana della Cucina.
Ma oggi la paternità è anche oggetto di una contesa tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. PromoTurismoFVG rivendica infatti due preparazioni precedenti: la “Coppa Vetturino” di Pieris, risalente al 1935, e una versione nata a Tolmezzo negli anni Cinquanta già composta da savoiardi, caffè, mascarpone e cacao.
Le due tradizioni non raccontano esattamente lo stesso percorso. La versione di Treviso ha dalla sua la codificazione, il nome “Tiramesù”, la testimonianza gastronomica e la straordinaria diffusione che il dolce ebbe dagli anni Settanta; il Friuli porta invece documenti e ricostruzioni che retrodatano preparazioni affini.
Forse la domanda più interessante non è soltanto chi lo abbia inventato, ma come un dolce del Nordest sia riuscito a diventare patrimonio di tutti.
Tra storia e leggenda
Quel “tirame su” che a Treviso si raccontava sottovoce.
Accanto alla storia documentata delle Beccherie vive da decenni un racconto molto più malizioso. Secondo una memoria popolare trevigiana, un dolce energetico simile al tiramisù sarebbe stato servito nelle case chiuse per “tirare su” i clienti dopo la prestazione.
A mantenere vivo questo racconto fu anche Giancarlo Gentilini, già sindaco di Treviso. In un’intervista alla Tribuna di Treviso ricordò da giovane la frequentazione di una casa di via Marzolo e raccontò che lì le ragazze offrivano qualcosa che solo più tardi avrebbe scoperto chiamarsi “tiramisù”.
È una testimonianza affascinante, ma va tenuta distinta dalla prova gastronomica: è memoria orale, non un atto di nascita certificato. E proprio questa ambiguità spiega forse perché il nome del dolce abbia sempre conservato una sfumatura energizzante, quasi ammiccante.
Una piccola contraddizione
Il Tiramisù è del Nordest. Ma non tutti i suoi ingredienti lo sono.
Il mascarpone appartiene storicamente alla tradizione lombarda: la Regione Lombardia lo inserisce tra i prodotti tradizionali della Pianura Padana, con particolare riferimento alla provincia di Lodi.
Anche i savoiardi portano altrove: la Regione Piemonte ne fa risalire l’origine alla corte dei duchi di Savoia, tra Medioevo e Rinascimento. Il loro stesso nome conserva quella provenienza.
È quindi interessante che uno dei simboli gastronomici più forti di Treviso non sia costruito soltanto con materie prime trevigiane. La sua identità nasce piuttosto da un assemblaggio, un nome e una maniera precisa di mettere insieme ingredienti già esistenti.

La base è classica. La finitura è nostra.
Dosi per 8 persone
500 g di mascarpone
90 g di tuorli pastorizzati
100 g di zucchero
250 g circa di savoiardi
300 ml di caffè non zuccherato
Per il crumble: (variante Sosteria)
60 g farina · 40 g burro · 30 g zucchero
80 g cacao amaro · 1 pizzico generoso di sale
Il procedimento
La crema deve essere ariosa. Il savoiardo deve ancora esistere.
Forte, ma completamente freddo.
Preparare il caffè e lasciarlo raffreddare. Non zuccherarlo: deve portare nel dolce la sua parte amara.
Il caffè caldo ammorbidirebbe troppo velocemente i savoiardi e comprometterebbe la struttura.
Prima aria, poi mascarpone.
Montare i tuorli pastorizzati con lo zucchero fino a ottenere una massa chiara e molto soffice.
Lavorare brevemente il mascarpone per ammorbidirlo, poi incorporarlo poco alla volta. La crema deve essere sostenuta, liscia e non liquida.
Bagnare, non annegare.
Passare velocemente i savoiardi nel caffè freddo. Formare uno strato regolare, coprire con la crema e ripetere.
Terminare con uno strato di crema, livellarlo e lasciare riposare in frigorifero per almeno 6–8 ore.
Il cacao diventa croccante.
Impastare velocemente farina, cacao, zucchero, burro freddo e sale fino a ottenere grosse briciole.
Cuocere a 165 °C per 12–15 minuti, raffreddare completamente e distribuire sul tiramisù soltanto al momento del servizio.
La nota Sosteria
Il cacao c’è. Ma non vola.
La ricetta classica del Tiramisù prevede cacao amaro in polvere setacciato sulla superficie. Alle Beccherie fa parte dei sei ingredienti della formula storica.
Noi abbiamo scelto diversamente. Nel servizio ci è capitato più di una volta che la polvere di cacao, molto fine, venisse aspirata involontariamente al primo boccone provocando quei colpi di tosse tanto innocui ma spesso preoccupanti e quanto poco eleganti quando ci si trova seduti a tavola.
Così il cacao lo abbiamo trasformato in un crumble croccante, amaro e leggermente salato. Il gusto rimane, ma cambia completamente la sensazione: alla morbidezza della crema e del savoiardo si aggiungono consistenza, tostatura e una piccola vena sapida.
Il cacao resta nel piatto.
Nessuna nuvola al primo cucchiaio: il cacao viene cotto nel crumble.
Poco, ma deve sentirsi.
Una punta sapida riduce la sensazione di dolcezza e rende il cacao più profondo.
Morbido contro croccante.
È il contrasto che rende riconoscibile il Tiramisù della Sosteria.
Il cacao non lo abbiamo tolto. Gli abbiamo semplicemente dato una forma migliore.
A tavola
Freddo, cremoso e con il crumble aggiunto soltanto alla fine.
Il Tiramisù va servito ben freddo, ma non appena uscito dal punto più gelido del frigorifero. Qualche minuto di attesa permette alla crema di recuperare morbidezza e profumo.
Il crumble deve invece rimanere asciutto fino all’ultimo momento. Se viene aggiunto troppo presto assorbe umidità e perde proprio quella croccantezza per cui lo abbiamo scelto.
La porzione ideale deve mostrare bene gli strati: crema, savoiardo al caffè e ancora crema. Il crumble completa il dolce, non deve trasformarsi in una copertura pesante.
I tre segreti
Tre dettagli per non trasformare il Tiramisù in una crema bagnata.
Freddo, ma lavorabile.
Non va montato all’infinito: troppo lavoro può rendere la crema pesante o farla perdere di struttura.
Deve bere senza disfarsi.
Il passaggio nel caffè è rapido. Il riposo farà il resto, portando l’umidità fino al centro.
Prepararlo prima è un vantaggio.
Sei o otto ore di frigorifero rendono gli strati più compatti e il gusto più uniforme.

Porto Tawny 20 Years Old.
Tipologia: Porto Tawny con indicazione di età 20 anni
Origine: Douro · Portogallo
Selezione: Sosteria, acquistata direttamente in Portogallo
Produttore: variabile secondo disponibilità
Servizio: 12–14 °C
Un Tawny 20 Years Old porta naturalmente nel bicchiere frutta secca, note tostate, legno e una dolcezza già evoluta: profumi che dialogano con caffè, cacao e mascarpone senza appesantire ulteriormente il dessert.
Il Porto non cerca freschezza assoluta: accompagna il Tiramisù per affinità, allungando il finale su caffè, cacao e frutta secca. È uno di quegli abbinamenti da servire in piccola quantità, lentamente.
Fonti
Una storia famosa proprio perché non è completamente pacificata.
Le Beccherie – Treviso.
Documenta la codificazione del Tiramesù nel 1972, il lavoro di Alba Campeol e Roberto “Loly” Linguanotto e la successiva registrazione della ricetta.
Consulta la storia
Regione del Veneto.
Riconduce la nascita del dolce a Treviso, alle Beccherie, all’inizio degli anni Settanta.
Consulta la fonte
PromoTurismoFVG.
Riporta la rivendicazione friulana, con Pieris nel 1935 e Tolmezzo negli anni Cinquanta.
Consulta la fonte
Tribuna di Treviso – Giancarlo Gentilini.
È la fonte utilizzata per il ricordo personale legato alle case chiuse trevigiane: una testimonianza da leggere come memoria orale, non come certificazione storica.
Consulta l’intervista
Regione Lombardia – Mascarpone artigianale.
Documenta il mascarpone come prodotto tradizionale della Pianura Padana, in particolare del Lodigiano.
Approfondisci
Regione Piemonte – Savoiardi.
Riconduce l’origine del biscotto alla tradizione della corte sabauda.
Consulta la fonte
Instituto dos Vinhos do Douro e do Porto.
Definisce il Tawny con indicazione di età e descrive il profilo del 20 Years Old.
Consulta la fonte
Dalla ricetta alla Sosteria
La tradizione resta riconoscibile. Poi arriva il nostro cucchiaio.
Mascarpone, savoiardi e caffè raccontano il Tiramisù. Il crumble al cacao salato racconta come lo serviamo noi.
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